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Attrattori

Gli stati verso cui un sistema torna a muoversi, che ciò sia d'aiuto oppure no.

Un attrattore è uno stato verso cui un sistema complesso continua a tendere. Come una biglia in una ciotola rotola sempre verso il punto più basso, così i sistemi dinamici si muovono verso determinati schemi, anche quando partono da situazioni iniziali diverse.

Gli attrattori sono uno dei concetti centrali della teoria dei sistemi dinamici. Descrivono il comportamento stabile di un sistema: gli schemi che non scompaiono facilmente, nemmeno quando il sistema viene stimolato o perturbato.

Tre tipi di attrattori

Gli attrattori a punto fisso sono i più semplici. Il sistema si quieta in un unico stato determinato, come un pendolo che smette di oscillare, una biglia in una ciotola o una frequenza cardiaca che dopo lo sforzo torna al battito a riposo.

I cicli limite o attrattori periodici sono schemi ciclici: il battito del cuore, il ritmo sonno-veglia, una depressione stagionale che ritorna ogni inverno. Qui il sistema non si quieta in un punto, ma in un movimento che si ripete.

Gli attrattori strani o attrattori caotici sono forse i più intriganti. Il sistema resta all'interno di una certa regione del suo spazio degli stati, ma non percorre mai due volte esattamente la stessa strada. Si può pensare a una farfalla che compie ogni volta un volo diverso, pur rimanendo nello stesso giardino. L'attrattore di Lorenz, che traccia le sue orbite sulla home page di questa piattaforma, ne è l'esempio più noto.

Attrattori sani e non sani

Per la salute mentale il concetto di attrattore si rivela molto utile, perché molti disturbi si comportano come se fossero diventati essi stessi attrattori. Una depressione che non cede, una dipendenza che ritorna ogni volta, uno schema d'ansia che occupa una parte sempre più ampia della vita: sono stati verso cui il sistema torna a muoversi, anche quando le circostanze migliorano. È come se la ciotola fosse diventata così profonda che la biglia non riesce più a uscirne.

"Alcuni attrattori sono sani, altri costituiscono proprio il problema. La terapia non deve sempre portare il sistema in un luogo nuovo; a volte si tratta di rendere meno profondo il vecchio attrattore."

Che cosa significa per il trattamento

Questo modo di pensare getta una luce diversa sugli interventi. Alcuni interventi agiscono sul momento: offrono al paziente una giornata o una settimana migliore, ma appena lo stimolo viene meno il sistema torna al suo attrattore. Altri agiscono sulla struttura: rendono meno profondo l'attrattore esistente, oppure aiutano a far nascere un altro stato che acquista a sua volta forza di attrazione.

Nella depressione gli antidepressivi possono attenuare i sintomi e una vacanza può portare sollievo. Finché l'attrattore sottostante rimane, tuttavia, una ricaduta è del tutto possibile. Ciò che tentiamo sul piano terapeutico, come l'attivazione comportamentale, la costruzione di significato, il ripristino dei contatti sociali e talvolta i farmaci, sembra dare i frutti maggiori quando cambia il paesaggio in cui la paziente vive, e non soltanto la sua posizione temporanea al suo interno.

Per un clinico le domande sono allora due: quale attrattore è all'opera qui? e che cosa potrebbe cambiare il paesaggio? A volte la risposta onesta alla seconda domanda è: per ora poco. A volte si presenta un punto di svolta, un momento in cui un piccolo intervento riesce invece ad allentare l'attrattore. Imparare a riconoscere questi momenti è, a nostro avviso, uno dei frutti preziosi di un lavoro attento alla complessità.